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cocuzze Latisana: via libera della giunta al provvedimento anti-rischi Incarichi a rotazione e attività di formazione per i dipendenti

LATISANA. Favoritismi nei concorsi per il personale, agevolazione nei contratti di appalto, o nell'affidamento di eventi culturali e sportivi. Anche il Comune di Latisana affronta il tema della corruzione nel piano triennale per la prevenzione della corruzione, redatto e approvato, individuando quelle che potrebbero essere le aree a rischio.

Dal processo di analisi per l’individuazione dei punti critici per capire come e perché potrebbero verificarsi eventi di corruzione e chi potrebbe attuarli - come spiega il piano approvato dalla Giunta martedì - per i singoli settori operativi del Comune gli uffici hanno quantificato i fattori di rischio e le anomalie, utilizzando come valore minimo 1 in assenza di elementi di rischio: dalle tabelle pubblicate ieri online emergono situazioni a rischio nel settore della pianificazione urbanistica (6,3), nei processi di sviluppo delle gare e degli appalti (5,3), nel marketing turistico (5,7), nell'edilizia privata (3,9), nell'affidamento delle opere pubbliche (3,9) e degli eventi culturali e sportivi (3,9), nei servizi sociali (2,9) e nelle assunzioni (2,08). Sono invece esenti dal fattore rischio corruzione la Polizia Municipale e il settore dell'anagrafe.

«Anche il Procuratore distrettuale, nel corso di una riunione con i vertici di sicurezza della Regione, ha lanciato un monito per una rifondazione della cultura preventiva e repressiva da volgere verso le mafie e la loro progressiva infiltrazione nel territorio del Friuli Venezia Giulia, o si rischia l'occupazione dello stesso territorio da parte della criminalità organizzata – sottolinea l'ente locale – in questo Comune non si rileva una pericolosa presenza di criminalità, se non nell’ordine relativamente normale del fenomeno e comunque non incidente sulla regolare attività di governo e di amministrazione. Non sono state rilevate forme di pressione che non siano quelle conseguenti alle continue richieste di promozione economica e di ancora maggiore tutela delle classi meno avvantaggiate. Ma la vicinanza alla località turistiche e l'avvio di opere di rilevante impatto economico (cittadella della salute e centro commerciale nelle vicinanze del casello autostradale), impongono una rinnovata attenzione nelle procedure amministrative di competenza del Comune».

Come provvedimenti da adottare, per tutti gli uffici individuati come aree a rischio corruzione, il comune di Latisana prevede la rotazione degli incarichi, per evitare che possano consolidarsi delle posizioni “di privilegio” nella gestione diretta di determinate attività e poi l'organizzazione di un'attività di formazione rivolta a tutto il personale ma diversificata in base alle attività assegnate, coinvolgendo in tale attività anche gli amministratori.

FONTE: MessaggeroVeneto - 04 Febbraio 2017



LATISANA. Tradizionale spartizione di contributi alle associazioni di Latisana. Nell'ultima riunione dell'anno, lo scorso 27 dicembre, la Giunta comunale ha deliberato l'erogazione di circa 40 mila euro alle associazioni e agli enti operanti nel territorio comunale. Suddivise fra associazioni con finalità culturali,sportive e aggregativo sociali, 42 fra enti e associazioni hanno così ottenuto un sostegno alla propria attività istituzione, «deciso – specifica la delibera votata dalla Giunta – in considerazione del riconosciuto interesse pubblico dell'attività svolta e concesso esclusivamente per il perseguimento dei fini istituzionali dei sodalizi».

Qualche associazione ha ottenuto un doppio contributo, come il circolo del tennis inserito sia nell'elenco con finalità culturali per 2.600 euro che che in quelle con finalità sportive per 1.000 euro. O come la società di Volley destinataria di un contributo nel settore sport per 2.500 euro e come ente con finalità aggregative e sociali per altri 1.100 euro. E ancora la società di tennis tavolo, 500 euro per lo sport e 400 per le attività culturali.

La Giunta ha poi concesso un sostegno a tutti i Gruppi Alpini, alle corali, ai comitati delle Foghere, a tutte le discipline sportive, alle associazioni d'Arma e di volontariato sociale, alle parrocchie, alla Caritas, ai donatori di sangue, agli scout, al circolo giovanile di Gorgo, alla Pro Loco (oltre 6 mila euro) e all'associazione Noi Operatori di Aprilia Marittima (1.200 euro).

FONTE: MessaggeroVeneto - 3 Gennaio 2017



Fedriga e Pegorer sono i più produttivi tra parlamentari Studio di Openpolis. I meno produttivi sono invece Giorgio Brandolin tra i 12 deputati e Bernabò Bocca tra i sette senatori

UDINE. Massimiliano Fedriga della Lega Nord per la Camera e Carlo Pegorer del Pd per il Senato sono i parlamentari del Friuli Venezia Giulia più produttivi.

E, considerando i parlamentari di tutta Italia, Fedriga si classifica al secondo posto, Pegorer al decimo. I meno produttivi sono invece rispettivamente Giorgio Brandolin tra i 12 deputati regionali (504/o su scala nazionale) e Bernabò Bocca tra i sette senatori (306).

Lo riporta uno studio di Openpolis relativo alla XVII Legislatura, precisamente dal marzo 2013 al 21 novembre scorso, in cui analizza in generale la produttività parlamentare.

L'indice di produttività non considera il numero di presenze in aula o l'attività stessa del parlamentare ma viene stabilito attribuendo a ciascun parlamentare un valore numerico per ogni atto presentato in Parlamento o di cui è stato relatore.

Per ciascun atto si considera tipologia, consenso ricevuto, iter e partecipazione del parlamentare ai lavori.

Alla Camera dopo Fedriga e prima di Brandolin sono più produttivi Walter Rizzetto (Fdl; 73), Serena Pellegrino (Si-Sel; 89), Gian Luigi Gigli (Ds-Cd; 117), Aris Prodani (Misto; 137), Ettore Rosato (Pd; 163), Giorgio Zanin (Pd; 164), Paolo Coppola (Pd; 224), Tamara Blazina (Pd; 278), Sandra Savino (FI-Pdl; 320), Gianna Malisani (Pd; 425).

Al senato, invece, tra Pegorer e Bernabò Bocca si classificano Alessandro Maran (Pd; 34), Francesco Russo (Pd; 62), Lorenzo Battista (Aut-Psi; 129), Lodovico Sonego (Pd; 237), Laura Fasiolo (Pd; 259).

FONTE: MessaggeroVeneto - 26 dicembre 2016

Fedriga e Pegorer sono i più produttivi tra parlamentari
APRI

LEGGI anche: Openpolis - Parlamento 28 Dicembre 2016



LATISANA. Un assessore “retrocede” a consigliere delegato. Un non eletto entra in Giunta come assessore esterno. Due consiglieri di maggioranza non condividono l'operazione e danno vita a un nuovo gruppo consiliare.

Il tutto a sei mesi dalle elezioni. Un terremoto per la maggioranza del sindaco di Latisana, Daniele Galizio, invitato durante i lavori del consiglio comunale, a convocare a breve una nuova seduta, per una verifica degli equilibri di maggioranza: «un obbligo per chi ha vinto le elezioni per soli 14 voti su migliaia di elettori» ha detto il capogruppo di Fratelli d'Italia, Lanfranco Sette, ricordando che così come stanno le cose adesso la “partita” vede i consiglieri comunali 10 a 10.

La decisione di aprire la Giunta all'esterno Ferruccio Casasola, nominato assessore ai lavori pubblici e al contempo ridurre il ruolo dell'assessore alla salute, Claudio Massarutto, a una delega da consigliere, ha provocato prima di tutto la nascita del gruppo Alleanza per Latisana, con la fuoriuscita di due consiglieri, dichiaratamente contrari all'operazione, dal gruppo Un'Altra Latisana, la lista nel quale è stato eletto l'assessore alla salute e nella quale era candidato il nuovo assessore.

Alla richiesta di valutazione degli equilibri di maggioranza avanzata da FdI, si è associata anche Forza Italia. E in aula il capogruppo, Salvatore Benigno, ha ribadito che l'operazione non fa altro che confermare l'inutilità da sempre sostenuta da Forza Italia della delega alla salute. La Lega Nord, per voce della capogruppo Maddalena Spagnolo, si è detta delusa, perché l'assessore Casasola non rappresenta il nuovo.

FONTE: MessaggeroVeneto - 21 Dicembre 2016



Fontanini Panontin: tre mesi in più per dare garanzie al territorio. Fontanini: apertura parziale, ma apprezzabile

Sul filo di lana la Regione accorda alla Provincia di Udine la proroga tre mesi nella gestione delle scuole.

Uno slittamento che riguarda anche le Province di Pordenone, Gorizia e Trieste, ma in questo caso la presenza del commissario affida comunque la materia alla Regione. «Questi tre mesi debbono servirci a dare sicurezza e garanzia al territorio e trovare la migliore soluzione – premette l’assessore alle Autonomie locali, Paolo Panontin –. Se il territorio dovesse manifestare l’idea che non ce la fa a svolgere la funzione, ce lo dirà e troveremo soluzioni alternative», è l’avvertimento.

Un’apertura parziale, ma comunque apprezzabile – afferma il presidente della Provincia di Udine, Pietro Fontanini –, poichè è stato dato ascolto alle richieste dei sindaci che sono stati momentaneamente sollevati da nuove e complesse incombenze.

Nei prossimi tre mesi, dunque, sarà sempre la Provincia di Udine a controllare i plessi, a intervenire per le manutenzioni e le riparazioni. Sono un centinaio gli edifici scolastici di proprietà in gestione, a questi se ne aggiungono quasi una trentina in affitto per 22 mila studenti accolti. «Un patrimonio molto vasto, dalla montagna al mare, di cui continueremo a occuparci con molta attenzione», garantisce l’assessore all’Edilizia scolastica Carlo Teghil. Proprio ieri la Provincia di Udine ha terminato la sostituzione di una settantina di serramenti all’istituto Zanon per un investimento di 500 mila euro. «Un lavoro importante portato a termine nell’arco di pochi mesi - specifica Teghil - che valorizza la scuola, i docenti e gli allievi».

Un’altra vittoria incassata da Fontanini, dopo la prevalenza di no al referendum e la conseguente bocciatura della riforma costituzionale che cancellava le Province. Ma Panontin è pronto a giurare che lo slittamento non ha alcun collegamento con l’esito delle consultazioni. «Ormai le Province sono scatole vuote, anche quella di Udine - sottolinea -. Il personale trasferito ammonta a oltre 800 unità, abbiamo declinato anche in accordi con i sindacati le modalità per il trasferimento del personale di staff, quello cioè che resterà in Provincia fino all’esaurimento delle funzioni dell’ente. Il quadro complessivo è chiaro e netto».

FONTE: MessaggeroVeneto - 20 Dicembre 2016



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