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app-enea-codotto Vittime del dovere. Così venivano definiti i servitori dello Stato, uccisi per mano terrorista. Erano gli anni di piombo,

Anni di “barricate” dove indossare una divisa voleva dire essere dalla parte sbagliata per chi in quello Stato vedeva il nemico da sovvertire. All’ordine e alla legalità preferiva l’anarchia e la strategia del terrore.

Enea Codotto, appuntato dei Carabinieri, la notte del 5 febbraio 1981 è diventato una “vittima del dovere”, ammazzato nella periferia di Padova da alcuni militanti del gruppo terroristico neofascista Nar, sorpresi dal 25 enne appuntato e dal suo collega, il 23enne Luigi Maronese (anche lui ucciso quella notte), mentre tentavano di recuperare un borsone di armi precedentemente nascoste.

Durante il conflitto a fuoco, prima di morire, Codotto riuscì a ferire il terrorista Valerio Fioravanti, latitante di spicco della formazione, arrestato dopo quella notte e con lui molti altri componenti del gruppo eversivo, fra i quali Francesca Mambro.

Un gesto che valse ai due carabinieri la medaglia d’oro al valor militare e che ogni anno viene ricordato nella piccola frazione di Gorgo, paese natale di Codotto, con una cerimonia nella chiesa parrocchiale e con la deposizione di una corona ai piedi della tomba dove riposa Enea Codotto.

A rendere ancora più solenne la cerimonia, la presenza del Comandante Provinciale dell’Arma, colonnello, Alfredo Vacca, intervenuto davanti a una folta rappresentanza di Carabinieri in congedo e in servizio, provenienti dalle sei Stazioni territoriali della giurisdizione della Compagnia di Latisana, guidata dal Maggiore, Nicola Guercia.

La caserma di Latisana come quella di Bibione è intitolata all’appuntato Codotto: nella cittadina turistica veneta qualche anno prima della sua uccisione il Carabinieri Codotto era intervenuto nel corso di una rapina permettendo l’arresto dei malviventi.

«È un nostro preciso compito ricordare chi ha dato la vita per lo Stato, ancor più in questi tempi nei quali siamo disorientati e non sappiamo dare il giusto valore alla vita», queste le parole del sindaco di Latisana, Daniele Galizio, che nel suo intervento durante la cerimonia nella chiesa di Gorgo ha rivolto un particolare saluto ai tanti rappresentanti dell’Arma.

La preghiera del Carabiniere e il canto della Virgo Fidelis, hanno chiuso la cerimonia, alla quale erano presenti i labari di diverse sezioni dell’Anac e di altre associazioni d’arma.

Appuntato Enea Codotto

FONTE: MessaggeroVeneto - 13 Febbraio 2019


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Rosanna_Tosoratti-Walter_Sepuca «In vita, il mio Walter, non ha mai offeso nessuno. Né usato parole di discredito o inappropriate. Era un uomo d’altri tempi, lui. Un signore. È per questo che io, quelli, non li perdono». La vedova di Sepuca si scaglia contro chi ha ironizzato su suo marito, postandone l’immagine sui social in occasione della manifestazione di Salvini in piazza del Popolo, l’8 dicembre scorso a Roma, e scrivendo che lui non ci sarebbe stato, facendo il verso al tormentone di quei giorni “Io non ci sarò”. E il suo non è solo un commento. Rosanna Tosoratti, assessore comunale a Fogliano Redipuglia (Welfare), è passata dalle parole ai fatti: ha dato mandato al noto avvocato con studio in Corso, Caterina Belletti, di tutelare l’immagine del defunto coniuge, mancato lo scorso 25 febbraio.

«Quella sera – racconta – quando amici mi hanno raccontato quanto stava avvenendo sui social m’è venuto un colpo. I morti dovrebbero essere lasciati in pace. Se io, ogni tanto, posto qualche cosa su Walter è solo per mantenerlo vivo nei ricordi degli amici». Quel post, apparso il 4 dicembre sulla pagina di un gruppo che ha un profilo su Facebook, non è andato giù a molti militanti leghisti, che avevano risposto sdegnati nei commenti. Walter Sepuca, ex segretario provinciale del partito e presidente del Consiglio comunale di Monfalcone, era spirato per un tumore all’età di 71 anni. Una scomparsa improvvisa e dolorosa per la famiglia. «Sono rimasta impietrita davanti a quel post – aggiunge Rosanna Tosoratti – e mi sono anche sentita male. È stata una presa in giro che mio marito non si meritava». «No, quel post non lo perdono – conclude –. L’ho riferito anche a Matteo Salvini, che mi ha abbracciato e mi ha detto che Walter è sempre con noi, nei nostri cuori, ed è la cosa più importante».

Come rilevato ieri dall’avvocato Belletti non s’è deciso di agire subito: si è atteso di vedere se vi fosse un ravvedimento, un pentimento, se venissero avanzate scuse o indignazione per lo squallido post. Non è avvenuto. «È stato un post volgare – conclude l’avvocato Belletti –, dunque agiremo, rivolgendoci alla Procura della Repubblica, con una querela». Il dileggio politico, su questo tutti convengono, può starci, ma non contro chi non può più difendersi. A scanso di equivoci, così il legale, «qualsiasi somma risarcitoria dovesse essere riconosciuta verrà devoluta in beneficenza».

FONTE: Il Piccolo - 19 Gennaio 2018


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prefetti-Zappalorto-e-Marrosu Nel mirino l’aggiudicazione al Consorzio Connetting People. L’accusa è di concorso esterno in associazione a delinquere

UDINE. L’avviso di conclusione delle indagini è stato notificato ai primi di gennaio a 42 indagati, tra cui 39 persone fisiche e tre persone giuridiche, ossia società. È il terzo filone investigativo relativo alla gestione del Cie-Cara di Gradisca d’Isonzo, già peraltro al centro del processo tuttora in corso al Tribunale di Gorizia, a fronte della riunificazione di due procedimenti.

In questa fase ancora iniziale, pertanto tutta da definire ai fini dello sviluppo del procedimento, rientrano a titolo di indagati due prefetti e due viceprefetti operanti nell’Isontino nel periodo tra il 2011 e il 2015.

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Fedriga-e-Serracchiani L'ex governatrice è intervenuta telefonicamente ad Agorà (Rai 3) per replicare alle affermazioni del presidente: "Sono solo fake news"

UDINE. La Tav fa litigare l’attuale presidente della Regione e colei che, fino a qualche mese fa, governava il Fvg. Questa mattina, venerdì 11 gennaio, infatti, Massimiliano Fedriga, ospite di Agorà trasmissione televisiva della Rai, parlando del progetto dell’Alta Velocità – declinata a Nordest – ha attaccato Debora Serracchiani e i dem. «Oggi il Pd che si batte strenuamente per la Tav – ha spiegato il governatore – è lo stesso partito grazie al quale, e grazie a chi mi ha preceduto, non potremo più realizzare la Tav tra Venezia e Trieste».

Fedriga, nel dettaglio, si riferisce all’accordo firmato a fine 2016 tra Regione e l’allora ministro dei Trasporti Graziano Delrio che, in sintesi, prevedeva il raddoppio della linea ferroviaria Trieste-Venezia (costo 1,8 miliardi di euro) al posto della Tav vera e propria (spesa preventivata di 8 miliardi)

A questo punto in trasmissione interviene telefonicamente Serracchiani che accusa Fedriga di spargere «fake news», sostiene che la Tav «si può fare visto che ho lasciato a disposizione del presidente una valutazione d’impatto ambientale già pronta» e che all’epoca la scelta venne presa «assieme a Luca Zaia perché non avevamo gli 8 miliardi» per cui «se Fedriga tiene tanto alla Tav si impegni a trovare quei soldi».

IL VIDEO PUBBLICATO DAL GOVERNATORE FEDRIGA

Controreplica di Fedriga che ricorda gli attacchi «del gruppo consiliare del Pd e dell’ex vicepresidente Sergio Bolzonello nel momento in cui ho annunciato l’intenzione di provare a riprendere in mano il discorso Tav» e sottolinea come «ci siano a disposizione appena 200 milioni degli 1,8 miliardi sbandierati da Serracchiani». Non soltanto, però, perché poi la polemica si sposta sulla rete con Fedriga che recupera un “vecchio” tweet di Serracchiani, datato novembre quando, cioè, Danilo Toninelli confermò l’addio definitivo alla Tav per la Trieste-Venezia già deciso da Delrio con i grillini locali che esultarono per una svolta in realtà concretizzatasi ormai da anni.

IL POST DI FEDRIGA SU FACEBOOK



«L’invasiva Tav Venezia-Trieste – scrivere l’ex governatrice – è sparita da anni e con il governo di centrosinistra, ma i #M5s oggi spacciano come novità che è merito loro: bugiardi. Ci sono già risorse per velocizzare la linea, facciano uscire Toninelli da tunnel e comincia a occuparsi del nordest #sciecomiche».

FONTE: MessaggeroVeneto - 11 Gennaio 2018


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Il governatore si è incontrato a Roma con il sottosegretario Giorgetti. «Siamo riusciti a bloccare il rinnovo delle varie misure Monti, Renzi, Gentiloni». Botta e risposta con Bolzonello

UDINE. «Nel 2019 il Fvg pagherà darà allo Stato 142 milioni di euro in meno rispetto ai Patti finanziari vergognosi conclusi in precedenza con lo Stato, perché siamo riusciti a bloccare il rinnovo delle varie misure Monti, Renzi, Gentiloni».

Così il governatore del Fvg, Massimiliano Fedriga, in una diretta Facebook, al termine di un incontro a Roma con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti.

LA DIRETTA FACEBOOK DEL PRESIDENTE FEDRIGA

 

«Li abbiamo fermati e le opposizioni non si sono nemmeno rese conto che dovrebbero dire grazie per quello che è stato fatto senza nemmeno prendere l'impegno di fare ricorsi», chiosa il governatore che sottolinea: «Non era mai successo fino a ora, perché prima non veniva fatto».

Il lascito della giunta Serracchiani per il 2018, rincara Fedriga, «era di 858,1 milioni di euro che il Fvg doveva dare in più allo Stato rispetto a quello che già doveva dare e siamo passati a 715,9», ossia 142,2 milioni in meno a favore del Friuli Venezia Giulia. Questo è un dato concreto, esistente. Quindi, conclude, «non accetto lezioni da chi ha svenduto gli interessi della nostra regione». 

Il Pd attacca. «Abbiamo iniziato un percorso molto serio», «che mi rende ottimista», ha proseguito il governatore Fvg. E dal 2020 in poi vorremmo arrivare a stabilizzare questo risultato che abbiamo ottenuto«. Se ci sarà bisogno di fare ricorsi, ha aggiunto Fedriga, »li farò davanti alla Corte Costituzionale «e non guarderò in faccia a nessun governo, ma guarderò agli interessi della nostra gente».

«Da una delle massime priorità, detta in ogni modo, la sottoscrizione del Patto Stato-Regione è diventata una corsa contro il tempo. Il 31 gennaio scadrà il termine posto dal Governo e nessuno sa nulla, Consiglio regionale compreso che per l'ennesima volta viene di fatto insultato. Ci aspettiamo che Zanin batta un colpo e faccia valere il ruolo e le prerogative dell'Assemblea».

A dirlo è il capogruppo del Pd, Sergio Bolzonello intervenuto in conferenza stampa insieme al consigliere Roberto Cosolini e al segretario del Pd Fvg, Cristiano Shaurli.

«A ottobre - ricorda Bolzonello - Fedriga comunicava di aver consegnato al ministro Tria un'ipotesi di accordo tra Fvg e Stato in materia finanziaria. Da allora non abbiamo sentito più nulla di concreto se non annunci. Fedriga ha detto più volte che rinegoziare il patto con lo Stato era ed è una priorità. Una questione talmente prioritaria che ci siamo ridotti a un conto alla rovescia».

Bolzonello ha inoltre sottolineato che «non c'è alcuna strumentalità nella nostra denuncia: abbiamo atteso che si riunisse l'ufficio di presidenza del Consiglio con la speranza di ricevere notizie sulla convocazione delle commissioni competenti. Non è accaduto nulla di tutto ciò e siamo a 20 giorni dalla scadenza che il Governo ha fissato nella legge di stabilità nazionale.

Hanno tanto decantato interventi come quello dell'Irap, ma qui si parla di una partita due miliardi e mezzo. Restiamo convinti del fatto che, al di là delle posizioni, il tema del patto dovrebbe vedere le forze politiche di questa regione muoversi nella stessa direzione, l'interesse del Fvg».

Dal canto suo Cosolini, che è stato relatore di minoranza della legge di Stabilità 2019, ha ricordato che «questa prima manovra targata Fedriga si è chiusa proprio grazie alla manovra precedente e soprattutto al tanto vituperato patto Serracchiani-Padoan, quindi grazie ai 120 milioni del patto e alla crescita della compartecipazione fiscale».

Non è vero, ha detto, «che quella attuale è una manovra di investimento, il debito è in larga misura finalizzato a coprire spese che la Regione sosteneva già prima».

Da parte sua, il segretario del Pd Fvg, Shaurli, ha ricordato che «altre Regioni speciali come Sicilia e Valle d'Aosta hanno già chiuso lo scorso anno il patto con lo Stato. Il Fvg si è ridotto a essere l'ultima delle speciali. Ho l'impressione che su questi temi Fedriga e il centrodestra non ci siano proprio e difronte a uno Stato che sta cercando risorse in ogni dove, sarà molto difficile arrivare addirittura i 120 milioni previsti dal patto Serracchiani-Padoan».

La diretta Fb della discordia. «Veniamo a conoscenza ora, bontà del centrodestra, che Fedriga e Zilli sono a colloquio con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti. Fedriga non si limiti alle sue dirette Facebook, ma venga in Consiglio e in Commissione a spiegarci cosa hanno ottenuto riguardo ai patti finanziari Stato-Regione Fvg, per un confronto politico». Lo ha dichiarato in una nota il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Sergio Bolzonello.

La replica di Fedriga. «Chi arriva in conferenza stampa sostenendo che non voglio aggiornare il Consiglio, mi sorprende. Io andrò in Consiglio quando avrò un piano di lavoro che possa rendere edotto il Consiglio rispetto a un percorso fattibile».

Così il governatore del Fvg, Massimiliano Fedriga, in diretta Facebook, replica al capogruppo in Consiglio regionale del Pd, Sergio Bolzonello, che ha chiesto al capo dell'esecutivo regionale di riferire in Consiglio e in Commissione in merito alla sottoscrizione del Patto Stato-Regione.

FONTE: MessaggeroVeneto - 10 Gennaio 2018


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Futuro della sanità nella Bassa: consiglio comunale con Riccardi - da Valvasev

Ospedale Latisana LATISANA. Il consiglio comunale all’unanimità gli aveva chiesto di poter partecipare a un’assemblea dove spiegare cosa accadrà nel 2019, termine che si è data la Regione per apportare tutta una serie di correttivi nella distribuzione dei servizi, successivi alla nuova geografia sanitaria regionale introdotto con la riforma votata a dicembre che ha riportato l’ospedale di Latisana in provincia di Udine.

E il vice governatore della Regione e assessore alla salute, Riccardo Riccardi sarà a Latisana il prossimo 31 gennaio, durante un consiglio comunale convocato ad hoc dal sindaco Daniele Galizio.

Sul tavolo questioni aperte da oltre quattro anni, una su tutte il dipartimento materno infantile, ma anche l’emergenza, l’urologia, l’otorino, la terapia del dolore e una serie di servizi sui quali si è abbattuta pesantemente la riforma Telesca/Serracchiani del 2014.

Un incontro quello di giovedì prossimo che le forze politiche presenti in consiglio comunale si impegnato a condurre in modo costruttivo e collaborativo, scevro da polemiche, dando seguito alle parole pronunciare solo pochi giorni fa dal vice governatore, tese a escludere “guerre di comunità” ribadendo che gli attuali due presidi dell’ospedale unico della Bassa Friulana non sono in discussione; piuttosto la Regione sta lavorando per uno sviluppo delle specificità forti e per questo è necessario procedere con un lavoro di confronto sereno che porti a scelte di equilibrio con l’obiettivo di far lavorare meglio entrambe le strutture. Anche per questo Riccardi a escluso ulteriori tagli di spesa e di servizi.

Un riassetto, però, è necessario - ha indicato in una nota l’assessore alla salute - nel nostro sistema sanitario ci sono quote di spesa importanti che vanno redistribuite e rispetto alle legittime considerazioni che le singole comunità rivendicano dovrà essere compito della politica prendere una decisione.

Il consiglio comunale convocato per il 31 sarà per l’assemblea civica e per le comunità della Bassa Occidentale un utile momento di confronto e comprensione degli sviluppi futuri legati alla nuova riforma sanitaria con la conferma più volte ribadita dalla Giunta regionale di una volontà di apertura alle istanze del territorio.

FONTE: MessaggeroVeneto - 26 Gennaio 2018


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Pubblicato il 26/01/2019 @ 11:12  - Nessun comment Nessun comment - Vedi ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina

Salute: ospedali Palmanova e Latisana non in discussione - da Valvasev

ospedale-palmanova “Non voglio una guerra tra comunità: i due ospedali di Palmanova e Latisana non sono in discussione, ma devono sviluppare specificità forti e occorrerà un lavoro di confronto e scelte di equilibrio per farli lavorare al meglio”.

Lo ha affermato il vicegovernatore con delega alla Salute, Riccardo Riccardi, nel corso del Consiglio comunale di Palmanova nel quale è stato affrontato l’ordine del giorno presentato da maggioranza e opposizione sulle prospettive della sede ospedaliera e sul futuro del punto nascita. “Ho ascoltato un dibattito pacato, costruttivo, che va alla ricerca di conferme e garanzie rispetto a legittime preoccupazioni”, ha esordito Riccardi, tracciando il bilancio di quello che si è configurato come un utile momento di confronto e comprensione degli sviluppi futuri legati alla nuova riforma sanitaria con la conferma della volontà di apertura alle istanze del territorio. “Non sarà l’ultima volta che verrò qui in Consiglio”, ha promesso Riccardi, chiarendo però da subito che “oggi non sarò in grado di prendere una posizione rispetto al futuro ma sia chiaro che non voglio scantonare il tema del punto nascita e non mi voglio lavare le mani, la politica ha il compito di decidere”.

Riccardi ha invitato a un confronto e a un ragionamento “da fare assieme, con la consapevolezza che il sistema regionale della salute non può restare com’è perché sta perdendo attrattività e deve fare i conti con un aumento dei costi che non sempre si riflette in un aumento dei servizi”. Il vicegovernatore ha però tenuto a rassicure le comunità. “Non voglio si alimenti nessuna preoccupazione perché non c’è intendimento a fare né tagli di spesa né di servizi: gli ospedali continueranno a fare il loro lavoro.

Insieme però bisogna immaginare la sanità del futuro e mettere mano alla pianificazione socio sanitaria. Questo è un lavoro che faremo assieme ai professionisti e ai sindaci con lo stesso processo di ascolto che ha caratterizzato la legge per il nuovo assetto della governance che – ha ribadito Riccardi – ha incontrato un ampio consenso”. Sulla questione del punto nascita a margine del Consiglio, Riccardi ha ribadito che il patrimonio più importante da garantire è la sicurezza della salute dei cittadini e “la sicurezza – ha riaffermato il vicegovernatore – è legata alla casistica, al numero dei casi trattati che aumentano la professionalità del corpo medico, obiettivo al quale dobbiamo guardare”. Un riassetto, però, è necessario, ha indicato Riccardi. “Nel nostro sistema sanitario ci sono quote di spesa importanti che vanno redistribuite e rispetto alle legittime considerazioni che le singole comunità rivendicano dovrà essere compito della politica prendere una decisione: il 31 gennaio andrò a Latisana e ascolterò in Consiglio comunale posizioni differenti a quelle che ho ascoltato questa sera, come è normale visto i sindaci fanno il loro mestiere e difendono gli interessi dei loro territori”.

Strategica, infine, per Riccardi sarà la partita dell’integrazione socio sanitaria, il cui perimetro giocherà i livelli di qualità del Ssr. “Nella Bassa Friulana, forte di un grande passato che ne ha fatto un modello, c’è il cuore della strategia del welfare”. Nel corso della seduta straordinaria, alla quale hanno partecipato numerosi sindaci del territorio, tra cui il primo cittadino di Latisana, il primo cittadino palmarino, Francesco Martines, ha espresso i timori per il nuovo assetto conseguente alla soppressione della Ass 2 Isontino-Bassa Friulana e ha chiesto garanzie per tutelare la dignità degli ospedali spoke e che i rapporti tra hub e spoke “siano improntati alla massima trasparenza, definendo con precisione chi fa cosa”. “Siamo qui per chiarire i dubbi che abbiamo sulla riforma e per chiedere garanzie per il territorio e per le persone.

Come sindaci, vigileremo su questa riforma. Nostro compito è controllare ma anche fare in modo che questa legge funzioni” , ha detto Martines. Quanto al punto nascita, sia nell’ordine del giorno che nel dibattito consiliare la parola d’ordine è stata la necessità di “scongiurare il perpetrarsi di una situazione di incertezza”. L’attuale situazione di “sospensione” dell’attività del punto nascita di Latisana voluta dalla precedente Giunta regionale ha provocato, come evidenziato nell’ordine del giorno, “diffidenza e insicurezza oltre che un clima politico e sociale teso, foriero di conflittualità territoriale e di un’indebita insicurezza per i dipendenti stessi dei due plessi ospedalieri”.

FONTE: ilPais.it - 23 Gennaio 2018


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Pubblicato il 24/01/2019 @ 02:00  - Nessun comment Nessun comment - Vedi ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina

Rivoluzione viabilità Una nuova rotatoria all’ingresso al centro - da Valvasev

alternativa-alla-strada-statale-14 È emergenza traffico sul nodo viario in entrata dal Veneto Il Comune punta su un’alternativa alla strada statale 14

Liberare il centro cittadino da un traffico che è solo di transito, che non porta beneficio all’agglomerato urbano, ma solo inquinamento e code. Come ? Ridisegnando completamente l’ingresso ovest della cittadina, la porta d’accesso dal Veneto oggi strozzata da un incrocio semaforico e da un crocevia “datato” che presenta tutti i suoi limiti da sostituire con una moderna rotatoria.

La creazione di una viabilità alternativa alla strada statale 14 della Venezia Giulia che sposti dal centro cittadino i veicoli in transito (traffico spesso insostenibile anche a causa delle frequenti interruzioni per incidenti o lavori dell’A4) è un sogno nel cassetto delle amministrazioni comunali di Latisana negli ultimi vent’anni. Nel piano del traffico del 1998, per la prima volta veniva ipotizzata una sorta di variante alla statale che dal ponte sul Tagliamento portava il traffico a est lungo via Isonzo per poi tagliare la campagna di via Beorchia e sbucare in località Crosere dove la statale 14, terminato il tratto urbano, riprende la sua identità. Ma solo recenti analisi hanno dimostrato che affinchè l’intervento sortisca gli effetti desiderati «dovrà includere la soluzione del nodo viario di entrata dal Veneto (San Michele al Tagliamento - area Bergamin), senza la quale la creazione di una viabilità alternativa non mostrerà risultati – si legge nella recente programmazione del Comune di Latisana -. In un’ottica d’interdisciplinarietà sarà necessario prevedere la riqualificazione urbanistica di tutta l’area, ora degradata».

E la soluzione potrebbe arrivare proprio dai lavori di sollevamento del ponte della Ss 14 che attraversa il Tagliamento, già finanziati. Una posizione più in diagonale rispetto all’attuale porterebbe il tracciato a confluire all’altezza dell’attuale semaforo, con due effetti: eliminare la fastidiosa discesa che termina all’altezza del semaforo e consentire la realizzazione di una rotatoria. La direttrice principale per il traffico della Ss14 resterebbe quella verso est, su via Isonzo, verso l’intermodale con terminal dei pullman e stazione dei treni e verso la Sr 354 per Lignano. Troverebbe giovamento anche l’accesso all’ospedale, con una riqualificazione completa di via Sabbionera.

L’accesso principale al centro storico verrebbe spostato su via Dietro Chiesa e via Sottopovolo.

FONTE: MessaggeroVeneto - 11 Gennaio 2018

 


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Pubblicato il 12/01/2019 @ 15:06  - Nessun comment Nessun comment - Vedi ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina

Vandali infilano un petardo nel cassonetto che esplode - da Valvasev

cassonetto-vetro -----

Il contenitore per la raccolta stradale, posizionato all’inizio di via Forte, è stato preso di mira da ignoti che hanno pensato bene di farlo esplodere utilizzando una miscela di polvere d’artificio recuperata da alcuni botti oppure legando assieme più petardi per aumentarne l’effetto.


L’esplosione, attorno alle 22 di mercoledì sera, perfettamente udita dai residenti della zona, ha provocato lo sguarcio della campana e la conseguente fuoriuscita dei contenitori di vetro presenti all’interno.

«Davvero non comprendo gesti simili – è l’amaro commento del sindaco di Latisana, Daniele Galizio che solo pochi giorni fa ha firmato un’ordinanza permanente di divieto di utilizzo di botti e petardi fra il 30 dicembre e il primo gennaio di ogni anno – sono azioni che non reputo ragazzate o bravata ma sono veri e propri atti vandalici le cui conseguenze investono tutta la comunità. L’area dov’è presente la campana danneggiata ora è ingombra di immondizie che non è certo un bello spettacolo per una via di un paese e poi non appena la Net provvederà alla sua sostituzione il costo della nuova campana sarà addebitato al Comune. Un costo che poteva essere evitato» .

Del danneggiamento è stato informato il Comando della Polizia locale che per il momento procede verso ignoti.

Ma non è escluso che le immagini di qualche telecamera anche privata non portino all’identificazione del o degli autori del gesto.

FONTE: MessaggeroVeneto - 11 Gennaio 2018

 


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Pubblicato il 12/01/2019 @ 15:03  - Nessun comment Nessun comment - Vedi ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina

In calo i contributi alle associazioni: ecco a chi sono andati - da Valvasev

Daniele-Galizio Un taglio del 7%. Calato il numero di richieste (da 42 a 32) I contributi più importanti sono andati alle società sportive

Si stringono sempre più i cordoni della borsa comunale: dal dicembre 2016 al dicembre 2018 i contributi che ogni anno il Comune di Latisana concede alle associazioni locali hanno subito un taglio del 7%.

Ed è calato anche il numero dei gruppi che hanno presentato richiesta di contributo, dai 42 del 2016 ai 32 del 2018, ai quali la Giunta comunale con una delle ultime delibere dell’anno ha erogato fondi per circa 37 mila euro. Un anno fa i poco più di 38 mila euro disponibili erano stati divisi fra una cinquantina di associazioni mentre i 40 mila del 2016 erano andati a 42 sodalizi.

Alle società sportive, undici in tutto, sono andati oltre 13 mila euro: quota massima in assoluto rispetto a tutte le contribuzioni concesse i 4.400 euro destinati al tennis e altrettanti al volley, a seguire il ciclismo del Velo Club e il calcio di Pertegada, con 1.000 euro ciascuna, a tutte le altre discipline qualche centinaio di euro oguna.

A sette aggregazioni che hanno per loro statuto finalità sociali e aggregative (parrocchia, Pan di Zuccero, Cri, Una mano per vivere, Sorridi ancora, Afds e associazione Alzheimer) sono andati 9.400 euro: la quota massima a Pan di zucchero con 2.300 euro come sostegno economico alle attività sociali svolte, seguita da Cri per fronteggiare la costante richiesta di aiuti economici e Una Mano per vivere a favore dell’attività che svolge di trasporto e assistenza ai malati terminali e alle loro famiglie (2.000 mila ciascuna).

Per le finalità culturali sono stati finanziati con quasi 15.000 euro quattordici gruppi fra corali, comitati delle Foghere di Latisanotta e Pertegada (3.500 euro ciascuno, la quota massima concessa nel settore cultura) e associazioni varie.

A differenza degli anni passati mancano all’appello tutti i Gruppi alpini e le altre associazioni d’arma che o non hanno presentato domanda o sono rimasti fuori dalla contribuzione.

Il regolamento utilizzato anche per questa delibere nel disciplinare i criteri e le modalità della concessione delle sovvenzioni è ancora quello approvato nel 1997: nonostante l’impegno da parte del sindaco Daniele Galizio nel cercare di promuovere un nuovo regolamento che desse criteri fissi da utilizzare nel concedere i tradizionali contributi di fine anno, riferiti esclusivamente all’attività svolta, non è stato possibile raggiungere la quadra all’interno della maggioranza e i criteri sono rimasti gli stessi degli ultimi vent’anni.

FONTE: MessaggeroVeneto - 06 Gennaio 2018


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Pubblicato il 09/01/2019 @ 23:41  - Nessun comment Nessun comment - Vedi ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina

Tagliamento e sicurezza: Latisana contro 7 sindaci - da Valvasev

Conferenza-dei-capigruppo Il Comune critica i primi cittadini contrari alle opere di sbarramento E li accusa: pensano solo a difendere il clima favorevole al prosciutto

Da un lato persone che chiedono sicurezza davanti alla probabilità di un’esondazione del fiume che ogni anno si fa più concreta per il ridursi dei tempi di ritorno. Dall’altro il business legato al prosciutto crudo e la difesa del microclima che ne favorisce la produzione.

«Un affondo». Così viene definito dai gruppi consiliari del Comune di Latisana l’intervento sottoscritto da sette sindaci del medio corso del Tagliamento, contrari, ancora una volta, alla messa in sicurezza del fiume, attraverso un «documento inaccettabile, perché la sicurezza delle persone dev’essere la priorità».

Quando invece la priorità per questi sindaci contrari alla costruzione di un’opera di sbarramento e trattenuta della piena è il microclima della zona, così favorevole – scrivono – alla produzione del prosciutto Doc. Inevitabile che dichiarazioni del genere abbiano generato stupore e sconcerto nei rappresentanti consiliari del Comune di Latisana che nella tarda mattinata di giovedì si sono riusciti per elaborare una risposta a questi sindaci che «ancora una volta, a priori, rifiutano qualsiasi intervento sul medio corso del fiume, incuranti delle possibili disastrose conseguenze che tale riluttanza potrebbe avere a livello di sicurezza per migliaia di corregionali. Preoccupati solamente di salvaguardare lo status quo, difeso citando studi di parte finanziati dal Consorzio del Prosciutto di San Daniele.

Un atteggiamento privo di qualsiasi visione che tenga conto degli interessi di tutta la Regione e in primis degli abitanti della Bassa Friulana». Ricordando le parole del capo dipartimento nazionale della Protezione Civile, Angelo Borrelli, che proprio partecipando a un vertice regionale ospitato a Latisana ha ribadito come la sicurezza dei cittadini venga prima di qualsiasi altra cosa, i capigruppo del consiglio comunale ribadiscono – con il pieno sostegno del sindaco di Latisana Daniele Galizio – che gli interventi nel medio corso e a monte del fiume sono previsti e finanziati dal 2000 attraverso il Piano stralcio per la sicurezza idraulica approvato con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri.

«Si sono già dimenticati dei disastri accaduti in Carnia e dello stato di allerta in cui la nostra zona si è trovata poco più di un mese fa – chiede il consiglio comunale di Latisana – situazioni che un domani potrebbe riguardare tutti, anche il medio corso del fiume e quei sindaci che ancora si oppongono a un’opera di sbarramento che entrando in funzione solo in caso di necessità, non andrebbe a impattare minimamente l’ambiente. E lo fanno continuando a ribadire che le opere vanno fatte esclusivamente nel basso corso del Tagliamento, semplicemente ignorando tutti gli studi indipendenti che dal 1970 a oggi hanno sempre confermato la necessità di intervenire lungo tutta l’asta del fiume». Al documento del consiglio comunale di Latisana si è associata anche il consigliere regionale Maddalena Spagnolo.

FONTE: MessaggeroVeneto - 23 Dicembre 2018


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Pubblicato il 23/12/2018 @ 17:01  - Nessun comment Nessun comment - Vedi ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina

La fuga in avanti del vice che imbarazza Galizio - da Valvasev

angelo-valvason-post LATISANA. La questione Tagliamento unisce, ancora una volta, le forze politiche presenti in consiglio comunale a Latisana, nella sottoscrizione di un documento unanime. Ma crea un’incolmabile spaccatura fra il sindaco di Latisana, Daniele Galizio e il suo vicesindaco, Angelo Valvason.

Colui che ricopre la massima carica fiduciaria concessa dal sindaco ieri ha deciso di non attendere l’uscita della nota istituzionale, sottoscritta giovedì dai capigruppo del consiglio comunale e ha pubblicato sulla propria pagina social alcuni contenuti che richiamano la questione della messa in sicurezza del fiume, in relazione anche alla recente presa di posizione dei sindaci del medio corso. «Con il loro comportamento – scrive Valvason – hanno sempre trattato il problema con superficialità e arrogante egoismo, ostacolando qualsiasi soluzione proposta per la realizzazione delle opere di laminazione “dalle quali non si può prescindere” , scordandosi la grande generosità e solidarietà della nostra gente che ha aperto le porte delle proprie abitazioni per accogliere gli sfollati dal terremoto che colpì quelle zone nel 1976»

«La comunità si è sempre approcciata in modo costruttivo alle varie soluzioni – scrive ancora Valvason nella sua uscita solitaria e in competizione con quella istituzionale del suo sindaco – rendendosi sempre disponibile agli interventi sul basso corso, ribadendo però la necessità di eseguire le opere a monte».

FONTE: MessaggeroVeneto - 23 Dicembre 2018


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Pubblicato il 23/12/2018 @ 16:58  - Nessun comment Nessun comment - Vedi ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina
 
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