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sentinelle-del-verde Latisana: il Comune istituisce una squadra per i controlli nei parchi cittadini

Vere e proprie sentinelle del verde, pronte a entrare in azione quando nelle aiuole e nei parchi cittadini l’erba diventa alta. Sono i quattro operatori entrati in servizio in questi primi giorni di giugno nell’ambito del progetto dei Cantieri Lavoro, ai quali anche quest’anno il Comune di Latisana ha deciso di aderire, creando così la doppia finalità di garantire un’occupazione, seppur temporanea, a delle persone senza lavoro e senza ammortizzatori sociali e di perseguire una cura e un miglioramento dell’ambiente del territorio comunale, con particolare riguardo alla manutenzione di parchi e giardini pubblici. I quattro operatori sono stati individuati sulla base dei risultati del bando emesso un paio di mesi fa e dopo una breve preparazione tecnica, da qualche giorno hanno iniziato a svolgere la loro attività come manutentori del verde pubblico, procedendo con la sistemazione di siepi, la potature di piccoli arbusti, lo sfalcio dell’erba e la pulizia delle aree verdi, delle frazioni.

Due si occuperanno delle zone a sud del capoluogo, Pertegada, Bevazzana e Aprilia Marittima e altri due saranno le sentinelle delle frazioni di Gorgo e di Latisanotta. Mentre la manutenzione delle aree verdi del centro di Latisana e della borgata di Paludo restano in capo al personale dei servizi esterni del Comune. «In questo modo cerchiamo di affrontare il problema della manutenzione del verde, in un territorio di quasi 38 chilometri quadrati e di conseguenza non facile da gestire – commenta il sindaco di Latisana, Daniele Galizio – l’idea suggerita dal consigliere delegato ai servizi esterni, Loris Piccotto, mi è parsa subito spendibile; avere a disposizione degli operatori che hanno il solo compito di vigilare sullo stato del verde pubblico e di intervenire non appena si renda necessario, ci permette di dare risposte tempestive alle segnalazioni che ci arrivano dai cittadini.

Allo stesso tempo – aggiunge il sindaco – diamo un’opportunità lavorativa seppure contenuta in pochi mesi, a delle persone che non hanno nessun tipo di ammortizzatore sociale e sono anche in un’età in cui è davvero difficile trovare una nuova occupazione».

Quattro posti di lavoro offerti dal Comune di Latisana ad altrettanti disoccupati che per sei mesi saranno alle dipendenze dell’ente locale: la Regione contribuisce alla spesa con un finanziamento pari al 100% dell’indennità giornaliera (di poco superiore ai 50 euro) e alla copertura totale dei costi per il trattamento previdenziale, assistenziale e assicurativo.

FONTE: MessaggeroVeneto - 07 Luglio 2018



raccolta-di-firme-per-l-asilo LATISANA. Una grave mancanza non esser stati presenti alla consegna della petizione, firmata da più di mille persone preoccupate per le sorti della scuola per l’infanzia di Latisanotta. A giudicare in questi termini l’assenza del sindaco di Latisana, Daniele Galizio e di qualsiasi altro rappresentante della maggioranza in sua sostituzione, quando i genitori dell’asilo Don Baradello si sono presentati in Comune per la consegna della raccolte di firme, sono i consiglieri comunali capigruppo del centrodestra di Latisana, Lorenzo Petiziol per la Lega Nord, Lanfranco Sette per Fratelli d’Italia, Sandro Vignotto per Forza Italia ed Ezio Simonin per la lista civica Il Ponte, nel testo di un documento dove, ribadendo l’ampio consenso popolare avuto dalla raccolta di firme pro asilo «sintomatico – scrivono – del malcontento generale», criticano l’assenza dei rappresentanti dell’amministrazione comunali. «Benchè i rappresentanti dei genitori avessero annunciato per tempo la loro presenza e richiesto di essere ricevuti dal sindaco per ufficializzare quella consegna, ad accogliere quei cittadini in municipio non c’era nessun rappresentante dell’amministrazione comunale. Nè il sindaco, Daniele Galizio, sempre più spesso assente dal Comune anche il mercoledì che è la giornata riservata proprio agli incontri con i cittadini, né nessun assessore o consigliere comunale che il sindaco avrebbe potuto delegare, sapendo in anticipo di non esserci.

L’aver ignorato dei cittadini che in quel momento rappresentavano più di mille persone è una grave mancanza da parte dell’amministrazione». Una raccolta di firme – precisano ancora – avviate per avere dal Comune una risposta circa i criteri usati nella distribuzione dei fondi.

FONTE: MessaggeroVeneto - 27 Giugno 2018



Sicurezza idraulica, il Veneto interviene a valle del Tagliamento
Mora attende il Fvg perchè si attivi a monte del fiume


tagliamento Nei giorni scorsi è stato registrato da parte della giunta regionale del Veneto l’impegno di spesa e avviata la progettazione per un intervento di messa in sicurezza idraulica del basso corso del fiume Tagliamento. In questa fase si tratta di un primo stralcio con cui si prevede la diaframmatura in destra idrografica finalizzata alla difesa di San Michele al Tagliamento, al confine quindi tra il Veneto e il Friuli Venezia.


tagliamento A darne notizia è stato l’assessore regionale all’ambiente e alla difesa del suolo Giampaolo Bottacin sottolineando come “la disponibilità economica per avviare questi lavori, che complessivamente avranno un valore di quasi quindici milioni di euro, nasce da una lunga dialettica che avevo avviato gli scorsi anni col Ministero dell’Ambiente e che ci ha permesso di arrivare a un atto integrativo all’interno della programmazione degli interventi prioritari per la mitigazione del rischio idrogeologico, in cui è stato inserito anche il Tagliamento”.
Soddisfatto per questo intervento il Consigliere regionale portogruarese Fabiano Barbisan che, riprendendo quanto rimarcato dallo stesso assessore.


tagliamento Ha rilevato che “gli interventi sul Tagliamento sono particolarmente importanti e indispensabili per la sicurezza dei territori contigui al Tagliamento ma a questo punto fondamentale sarà lavorare in sinergia con la Regione Friuli Venezia Giulia, in quanto sarebbe del tutto inutile se si procedesse solo con degli interventi a valle poiché insufficienti a prevenire il rischio di esondazioni. L’acqua, lo ricordo spesso, non segue i confini amministrativi e quindi è indispensabile la massima collaborazione tra enti”.
Per la progettazione gli uffici regionali del Veneto stimano di poter concludere tale fase per la fine dell’anno, così da avviare poi l’appalto dei lavori nel primo semestre 2019.


tagliamento Sul fronte friulano è la neo consigliera regionale di Latisana, Maddalena Spagnolo, autorevole esponente della Lega, a “raccogliere” quanto rilevato dal Veneto, condividendo appieno la necessità che vengano attivati al più presto gli interventi necessari per sistemare il Tagliamento anche a monte, dalla parte cioè del Friuli Venezia Giulia.
Al riguardo, di recente, in occasione di una esercitazione della protezione civile tenutasi con base a Latisana,era stato il sindaco della cittadina friulana Daniele Galizio a ribadire al Vicepresidente della Regione con Delega alla Protezione Civile Riccardo Riccardi e all’Assessore all’Ambiente e alla Protezione Civile della Regione Veneto, Gianpaolo Bottacin, “la necessità di eseguire le opere a monte del fiume, che interessano sia Latisana che San Michele.”


tagliamento tagliamento “La messa in sicurezza del Tagliamento, infatti, si raggiungerà – aveva sottolineato il sindaco- solamente nel momento in cui verranno realizzate le opere di laminazione delle piene del medio corso del fiume.”
Questi interventi erano già stati inseriti e finanziati nel Piano stralcio per la sicurezza idraulica del medio e basso corso del fiume Tagliamento, approvato con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri il 28 agosto 2000, ma fino a oggi la Regione Friuli Venezia Giulia ha utilizzato i fondi stanziati per realizzare opere sul basso corso del fiume, nonostante l’azione unitaria dei Comuni di Latisana e San Michele al Tagliamento a favore della realizzazione delle opere a monte“.

Lucio Leonardelli

FONTE: www.ilsestantenews.it - 22 Giugno 2018



arrivano-i-vigilantes-contro-i-furti Latisana: il Comune li “ingaggia” con ronde di notte anche per fermare i furbi dei rifiuti

Vigilantes in ronda notturna contro gli abbandoni dei rifiuti e come deterrente a furti in case, negozi e aziende. L’idea è del Comune di Latisana che ha già preso contatti con alcune società specializzate nella vigilanza privata, per arrivare a sottoscrivere una convenzione per un servizio di pattugliamento notturno, dalle 22 alle 7, nella stessa fascia oraria in cui gli agenti della polizia locale non possono essere in servizio. Un servizio che nelle intenzioni dell’amministrazione comunale va inteso anche come un supporto alla già preziosa attività messa in atto dalle forze dell’ordine.

Una sperimentazione di un paio di mesi, legata ai costi da sostenere, nata dall’esigenza di porre un definitivo freno allo sconsiderato abbandono dei rifiuti lungo strade e marciapiedi del territorio comunale. L’attività di contrasto è già stata avviata da qualche mese e con buoni risultati con l’introduzione delle foto trappole che hanno già portato all’identificazione e alla conseguente emissione delle sanzioni previste, a carico di alcuni autori di tali azioni. Il pattugliamento da parte della società di vigilanza privata avverrà nelle cosiddette zone sensibili, cioè nelle località dove l’abbandono dei rifiuti è più frequente, in particolare nella zona di Bevazzana e Aprilia Marittima. Ma il passaggio dell’auto della vigilanza - nelle intenzioni dell’amministrazione di Latisana guidata dal sindaco Daniele Galizio - sarà esteso un po’ a tutto il territorio comunale, come deterrente alle azioni di microcriminalità. La ronda nelle vie e piazze del centro anche dove hanno sede le attività commerciali e nella zona artigianale potrebbe infatti scoraggiare eventuali azioni delittuose, come furti e danneggiamenti.

Da parte degli uffici comunali interessati dalla procedura è in corso un’analisi della fattibilità del progetto; una volta conclusa, la sottoscrizione dell’apposita convenzione darà il via al servizio di pattugliamento e quindi alla presenza della vigilanza notturna nelle strade del territorio comunale. La fase sperimentale – confermano in Comune – molto probabilmente durerà un paio di mesi al massimo, alla fine dei quali una valutazione dei risultati raggiunti darà o meno la motivazione a ripetere il servizio che all’inizio avrà una copertura di otto ore, dal quando termina il servizio del personale della polizia locale a quando riprende la mattina successiva.


FONTE: MessaggeroVeneto - 21 Giugno 2018



salvini-fedriga Il neo governatore leghista Massimiliano Fedriga, fin dai primi giorni dopo l'insediamento si era schierato contro l'accoglienza diffusa dei profughi, sostenendo che va incentivato il rientro volontario a casa degli extracomunitari

Lo aveva annunciato e ha cominciato, puntualmente, a metterlo in pratica. Il neo governatore leghista del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga (nella foto con Matteo Salvini), fin dai primi giorni dopo l’insediamento si era schierato contro l’accoglienza diffusa dei profughi, sostenendo che va incentivato il rientro volontario a casa degli extracomunitari. Così la giunta regionale ha sfornato una delibera che taglia di oltre un milione di euro la spesa sul fronte dell’accoglienza, e destina una somma di 50mila euro per il rientro assistito in patria.

Si tratta del primo provvedimento della giunta Fedriga su questa materia, che va in senso contrario rispetto alla linea del suo predecessore, Debora Serracchiani, in merito al programma dell’immigrazione. È stato l’assessore alle Autonomie locali, Pierpaolo Roberti, a proporre la cancellazione di una serie di interventi destinati a servizi territoriali, accoglienza, inserimento abitativo, istruzione, educazione, intercultura e formazione professionale. In totale la somma è di un milione 153 mila euro. La spiegazione è stata data da Roberti, che ha voluto marcare il cambio di rotta: “Abbiamo ritoccato un piano immigrazione che ci siamo ritrovati e che prevedeva lo stanziamento di risorse per oltre 8 milioni di euro. Riteniamo che, in linea con quanto espresso dal governatore nelle dichiarazioni programmatiche, bisogna cominciare a tagliare queste spese per ridistribuire opportunamente risorse ai cittadini“.

A parafrasare Luca Zaia, governatore del Veneto e collega di Fedriga, verrebbe da dire “Prima i friulani”. Infatti, Roberti ha annunciato che si tratta solo di un primo taglio.Risparmieremo oltre un milione di euro in due anni, 600mila già nel 2018. È solo il primo passo della rivisitazione che intendiamo apportare a un sistema di accoglienza diffusa che noi vediamo in maniera completamente diversa”. Infatti, il secondo provvedimento è eloquente: “L’unico capitolo in aumento è quello sul rientro volontario assistito che abbiamo trovato a zero. Questi fondi sono destinati ai Comuni a favore delle persone che vogliono rientrare nei rispettivi Paesi di provenienza, ma non hanno le risorse per farlo”.

L’opposizione sta già scaldando i motori della contestazione. “La giunta leghista è confusa. Riesce a dichiarare che toglie risorse dall’accoglienza diffusa dei richiedenti asilo, quando nel Piano annuale queste risorse non ci sono. Dimostrano – commenta la consigliera regionale del Pd Chiara Da Giau – la totale non conoscenza dei fatti e delle competenze della Regione”. Secondo l’esponente del Pd, in attesa di conoscere il testo della delibera, “la giunta vende fumo, anche i cittadini, perché l’accoglienza diffusa è attività gestita e finanziata dal Governo attraverso le Prefetture”. Inoltre il Piano annuale dell’immigrazione, che aveva parere favorevole trasversale in Commissione consiliare alla fine della precedente legislatura, comprende iniziative per “gli stranieri che hanno già ottenuto protezione e hanno permesso di soggiorno: le convenzioni per poter far lavorare queste persone, la loro formazione professionale e impedire che finiscano nei giri di sfruttamento e delinquenza”. Conclusione della consigliera Pd: “È triste che la stessa competenza regionale sull’immigrazione sia passata sotto la delega alla Sicurezza, togliendola da quella solidarietà che restituiva molto di più l’immagine di una Regione avanzata dal punto di vista umano, culturale e sociale”.

FONTE: www.ilfattoquotidiano.it - 16 Giugno 2018



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