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elezioni.regione.fvg.it La leghista Anna Cisint, che al primo turno aveva sfiorato la vittoria col 4,53% (pari a 5.256 voti), al ballottaggio batte il sindaco uscente Silvia Altran, col 62.49% (pari a 6.642 preferenze). Un distacco incolmabile per la rivale del Pd, ferma al 37.51% con 3.987, mentre due settimane fa aveva ottenuto solo il 34% (pari a 3.612 voti). "Dedico questa vittoria a mio papà che per tutta la sua vita m’ha spronato a combattere e a credere nelle persone, indirizzi che ho perseguito in questi ultimi 5 anni", ha detto nella notte il neosindaco Cisint commentando il suo trionfo.

Il centrodestra vince anche a Codroipo con Fabio Marchetti, che al primo turno aveva ottenuto il 47.42% delle preferenze contro lo sfidante Soramel, mentre al ballottaggio viene eletto sindaco con il 54.43% dei voti (3.963).

FONTE: elezioni.regione.fvg.it - 7 Agosto 2016
LEGGI anche: Marchetti rimane sindaco, niente rimonta per Soramel 7 Nov. 2016
LEGGI anche: Centrosinistra travolto ai ballottaggi: crolla feudo rosso di Monfalcone 7 Nov. 2016



4 Novembre senza bandiera LATISANA. Forze armate “dimenticate” per mezza giornata. Ieri mattina, a Latisana, ci si è scordati di issare il Tricolore sull’obelisco al centro di piazza Indipendenza, da dove in occasione di ogni festività e ricorrenza, sventola un’enorme bandiera italiana. Non ieri, nonostante l'importante giornata riservata all’omaggio alle Forze armate.

Una dimenticanza notata da molti e prontamente segnalata sui social, con il Comune che dopo mezzogiorno è corso ai ripari esponendo la bandiera. «Sarà un altro segno del cambiamento portato da questa amministrazione comunale – polemizza il coordinatore comunale di Forza Italia, Andrea Tognato nella pagina social di FI dove è stata segnalata la grave mancanza commessa ieri mattina - per la prima volta, da almeno quarant'anni a oggi – sottolinea Tognato - non sventola sul pennone in piazza Indipendenza il grande Tricolore, per commemorare il 4 novembre e la giornata dedicata alle Forze Armate.

Dopo il malinconico balletto di cifre e orari sulle locandine apparse in queste settimane (e il riferimento di Tognato è alle locandine, un altro particolare che denota con quanta approssimazione governa chi ha responsabilità della "cosa pubblica" nella nostra Latisana

FONTE: MessaggeroVeneto - 05 Novembre 2016



Latisana alluvione 1965-1966 Il silenzioso ricordo delle vittime della furia del Tagliamento. Nel 1965 e nel 1966 la doppia tragedia che sconvolse la Bassa. Una corona di lumini è stata fatta scivolare sulle acque del fiume durante la cerimonia di commemorazione

LATISANA. Quindici rintocchi di campana. Quindici rose rosse deposte ai piedi dell’altare in Duomo. L’omaggio, silenzioso, che la comunità di Latisana ha tributato alle vittime, undici nel 1965 e quattro nel 1966, delle due alluvioni che hanno duramente colpito la città della Bassa friulana.

A scatenarsi, due anni di seguito, fu la furia del fiume Tagliamento, che invece, placido, ha accolto una corona di lumini, lasciata scivolare sulle sue acque dai volontari del gruppo comunale di Protezione Civile, sempre per omaggiare quanti hanno perso la vita in quelle acque.
Il ricordo di un dramma che Latisana, come ha spiegato il sindaco, Daniele Galizio, ha diviso con altre piazze ben più importanti, tutte duramente colpite nel ’66, come Firenze e Venezia.



Ma la città ha saputo presentarsi unita all’appuntamento con la memoria. «Un bagno di fango quello del 1965 e del 1966 che Latisana non dimentica, non può dimenticare, proprio come il titolo della serie di incontri promossi in queste settimane», ha ricordato il sindaco, «che hanno avuto un duplice obiettivo: da una parte quello di riportare alla memoria di chi c’era le due disastrose alluvioni del fiume Tagliamento e, dall’altra, di risvegliare nelle nuove generazioni la consapevolezza di quei tragici avvenimenti e l’importanza della messa in sicurezza del Tagliamento, fiume che tutti noi vorremmo finalmente vivere come un’opportunità.

Sono passati 50 anni: le alluvioni che si sono susseguite a circa 14 mesi di distanza l’una dall’altra hanno lasciato una ferita profonda nel cuore della nostra comunità. È per questo motivo che abbiamo voluto ripartire dalla nostra comunità.
Sono passati 50 anni, ma soprattutto si sono succedute più generazioni. Sono convinto che momenti tristi come quelli che ricordiamo oggi possano aiutarci a compattarci, a ritrovarci e a ripartire».
Prima di dare la parola all’assessore regionale all’ambiente, Sara Vito, «qui con noi a testimoniare la vicinanza della Regione», ha detto Galizio, il primo cittadino ha lanciato uno “stoccatina”. «La serata è stata ideata per dare spazio alle emozioni e ai ricordi, quanto a noi politici», ha concluso il suo intervento Galizio, «c’è bisogno che si torni a fare politica, quella vera, quella che serve a risolvere i problemi del Paese.
Lavoriamo tutti assieme perché dopo troppi anni problemi, come quello della messa in sicurezza del fiume Tagliamento, siano risolti e i nostri cittadini e le attività economiche possano finalmente lasciarsi alle spalle la paura di nuove inondazioni e affrontare le nuove sfide che ci aspettano».
Nel suo intervento di saluto, l’assessore Vito ha sottolineato come senza polemica i problemi si affrontano e si risolvono, proprio come accaduto negli ultimi mesi, con una trattativa continua con il Ministero dell’ambiente e con la struttura di missione contro il dissesto idrogeologico, della Presidenza del Consiglio, per riprendere in mano l’accordo di programma del 2003 e svincolare quei 40 milioni di euro, bloccati da 13 anni, da utilizzare per un primo stralcio di intervento, quello che i tecnici hanno ritenuto il più urgente, da mettere in atto nel basso corso del fiume, riprendendo con i diaframmi negli argini, dove ancora mancano e con un intervento di sollevamento del ponte stradale che attraversa il fiume, fra gli abitati di Latisana e San Michele al Tagliamento.

Un po’ come già fatto con quello ferroviario, qualche anno fa. Le priorità di intervento sono emerse dall’ultimo studio affidato all’Autorità di bacino, che ha definito prioritario l’intervento a valle, in difesa sia della sponda friulana che di quella veneta, rinviando in un secondo tempo gli interventi a monte del fiume.

FONTE: MessaggeroVeneto - 04 Novembre 2016


cimitero-latisana Latisana, nei giorni scorsi è successo a otto persone che hanno riferito di non aver visto nessuno aggirarsi per i vialetti per annunciare l’imminente chiusura e di essersi trovati bloccati all’interno

LATISANA. Chiusi in cimitero. Brutta avventura per alcuni visitatori del cimitero comunale di Latisana che nei giorni scorsi si sono trovati nell’impossibilità di uscire dal camposanto, dopo una visita alle tombe dei loro congiunti, in quanto il cancello era stato chiuso a chiave dal custode.

La causa del “disguido” è stata una modifica all’orario di apertura del cimitero, non molto ben pubblicizzata – a detta non solo dei protagonisti della vicenda ma anche dei visitatori abitudinari – che ha anticipato di molto la chiusura del cancello: da qualche giorno infatti tutti i cimiteri comunali di Latisana, chiudono alle 17.

Una decisione che sta provocando parecchio malcontento fra gli utenti che evidenziano come alle 17 sia ancora pieno pomeriggio e come si tratti di una chiusura anticipata, decisa a pochi giorni dalle festività dedicate ai morti, che rischia di creare non pochi disagi.

Quanto alle persone rimaste chiuse dentro (due signore mercoledì e altre sei persone giovedì), riferiscono di non aver visto nessuno aggirarsi per i vialetti del cimitero per annunciare l’imminente chiusura e di essersi trovati bloccati all’interno.

Quanto all’avviso con il nuovo orario si trova appeso all’esterno del cancello di ingresso che, se aperto, non permette di leggere l'avviso. Non c’è invece nessuna indicazione o numero di telefono da contattare, riferito alla gestione.

La modifica dell’orario è stata deliberata ancora sette mesi fa, ma non era ancora stata applicata e prevede per il periodo estivo (dal 1 aprile al 30 settembre) l’apertura tutti i giorni dalle 7.30 alle 19.30 (prima era alle 20) e per il periodo invernale (dal 1 ottobre al 31 marzo) tutti i giorni dalle 7.30 alle 17.

«Ci siamo trovati nelle condizioni di applicare un regolamento ormai già predisposto e approvato – ha commentato il sindaco di Latisana, Daniele Galizio – è nostra intenzione però ricercare al più breve una soluzione più elastica, che venga incontro alle esigenze di tutti, gestore e utenti, perché è vero che fra qualche settimana alle 17 sarà buio, però ci sembra un po’ troppo presto come orario di chiusura, almeno fino a quando non cambia l’ora».

Dal primo marzo scorso tutti i cimiteri comunali di Latisana sono stati affidati in gestione alla società Art.co con sede a Palmanova. Ieri abbiamo cercato di parlare con qualcuno per avere la versione della società, ma non è stato possibile rintracciare il responsabile dei servizi cimiteriali.

FONTE: MessaggeroVeneto - 22 Ottobre 2016



Il cimitero di Gorgo cresce LATISANA. Con l’approvazione del progetto nella sua stesura definita ed esecutiva, possono partire i lavori di ampliamento del cimitero comunale della frazione di Gorgo, rimasto privo di loculi da tempo. Il parere favorevole da parte della giunta comunale, nella seduta della scorsa settimana, avvia l’iter di appalto di un intervento già slittato dallo scorso anno, nonostante il progetto preliminare redatto dall’ufficio tecnico comunale fosse già andato in approvazione. La causa la mancanza di fondi per procedere con i lavori, per il mancato introito, nel corso del 2015, degli oneri concessori, previsti nel bilancio di previsione a copertura di parte della spesa

Quanto approvato dall’esecutivo comunale, giovedì scorso, prevede la realizzazione di un nuovo edificio, disposto parallelamente a quelli di più recente costruzione e contenente una cinquantina di nuovi loculi e una trentina di ossari individuali.

FONTE: MessaggeroVeneto - 19 Ottobre 2016



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