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prefetti-Zappalorto-e-Marrosu Nel mirino l’aggiudicazione al Consorzio Connetting People. L’accusa è di concorso esterno in associazione a delinquere

UDINE. L’avviso di conclusione delle indagini è stato notificato ai primi di gennaio a 42 indagati, tra cui 39 persone fisiche e tre persone giuridiche, ossia società. È il terzo filone investigativo relativo alla gestione del Cie-Cara di Gradisca d’Isonzo, già peraltro al centro del processo tuttora in corso al Tribunale di Gorizia, a fronte della riunificazione di due procedimenti.

In questa fase ancora iniziale, pertanto tutta da definire ai fini dello sviluppo del procedimento, rientrano a titolo di indagati due prefetti e due viceprefetti operanti nell’Isontino nel periodo tra il 2011 e il 2015.

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Fedriga-e-Serracchiani L'ex governatrice è intervenuta telefonicamente ad Agorà (Rai 3) per replicare alle affermazioni del presidente: "Sono solo fake news"

UDINE. La Tav fa litigare l’attuale presidente della Regione e colei che, fino a qualche mese fa, governava il Fvg. Questa mattina, venerdì 11 gennaio, infatti, Massimiliano Fedriga, ospite di Agorà trasmissione televisiva della Rai, parlando del progetto dell’Alta Velocità – declinata a Nordest – ha attaccato Debora Serracchiani e i dem. «Oggi il Pd che si batte strenuamente per la Tav – ha spiegato il governatore – è lo stesso partito grazie al quale, e grazie a chi mi ha preceduto, non potremo più realizzare la Tav tra Venezia e Trieste».

Fedriga, nel dettaglio, si riferisce all’accordo firmato a fine 2016 tra Regione e l’allora ministro dei Trasporti Graziano Delrio che, in sintesi, prevedeva il raddoppio della linea ferroviaria Trieste-Venezia (costo 1,8 miliardi di euro) al posto della Tav vera e propria (spesa preventivata di 8 miliardi)

A questo punto in trasmissione interviene telefonicamente Serracchiani che accusa Fedriga di spargere «fake news», sostiene che la Tav «si può fare visto che ho lasciato a disposizione del presidente una valutazione d’impatto ambientale già pronta» e che all’epoca la scelta venne presa «assieme a Luca Zaia perché non avevamo gli 8 miliardi» per cui «se Fedriga tiene tanto alla Tav si impegni a trovare quei soldi».

IL VIDEO PUBBLICATO DAL GOVERNATORE FEDRIGA

Controreplica di Fedriga che ricorda gli attacchi «del gruppo consiliare del Pd e dell’ex vicepresidente Sergio Bolzonello nel momento in cui ho annunciato l’intenzione di provare a riprendere in mano il discorso Tav» e sottolinea come «ci siano a disposizione appena 200 milioni degli 1,8 miliardi sbandierati da Serracchiani». Non soltanto, però, perché poi la polemica si sposta sulla rete con Fedriga che recupera un “vecchio” tweet di Serracchiani, datato novembre quando, cioè, Danilo Toninelli confermò l’addio definitivo alla Tav per la Trieste-Venezia già deciso da Delrio con i grillini locali che esultarono per una svolta in realtà concretizzatasi ormai da anni.

IL POST DI FEDRIGA SU FACEBOOK



«L’invasiva Tav Venezia-Trieste – scrivere l’ex governatrice – è sparita da anni e con il governo di centrosinistra, ma i #M5s oggi spacciano come novità che è merito loro: bugiardi. Ci sono già risorse per velocizzare la linea, facciano uscire Toninelli da tunnel e comincia a occuparsi del nordest #sciecomiche».

FONTE: MessaggeroVeneto - 11 Gennaio 2018


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Il governatore si è incontrato a Roma con il sottosegretario Giorgetti. «Siamo riusciti a bloccare il rinnovo delle varie misure Monti, Renzi, Gentiloni». Botta e risposta con Bolzonello

UDINE. «Nel 2019 il Fvg pagherà darà allo Stato 142 milioni di euro in meno rispetto ai Patti finanziari vergognosi conclusi in precedenza con lo Stato, perché siamo riusciti a bloccare il rinnovo delle varie misure Monti, Renzi, Gentiloni».

Così il governatore del Fvg, Massimiliano Fedriga, in una diretta Facebook, al termine di un incontro a Roma con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti.

LA DIRETTA FACEBOOK DEL PRESIDENTE FEDRIGA

 

«Li abbiamo fermati e le opposizioni non si sono nemmeno rese conto che dovrebbero dire grazie per quello che è stato fatto senza nemmeno prendere l'impegno di fare ricorsi», chiosa il governatore che sottolinea: «Non era mai successo fino a ora, perché prima non veniva fatto».

Il lascito della giunta Serracchiani per il 2018, rincara Fedriga, «era di 858,1 milioni di euro che il Fvg doveva dare in più allo Stato rispetto a quello che già doveva dare e siamo passati a 715,9», ossia 142,2 milioni in meno a favore del Friuli Venezia Giulia. Questo è un dato concreto, esistente. Quindi, conclude, «non accetto lezioni da chi ha svenduto gli interessi della nostra regione». 

Il Pd attacca. «Abbiamo iniziato un percorso molto serio», «che mi rende ottimista», ha proseguito il governatore Fvg. E dal 2020 in poi vorremmo arrivare a stabilizzare questo risultato che abbiamo ottenuto«. Se ci sarà bisogno di fare ricorsi, ha aggiunto Fedriga, »li farò davanti alla Corte Costituzionale «e non guarderò in faccia a nessun governo, ma guarderò agli interessi della nostra gente».

«Da una delle massime priorità, detta in ogni modo, la sottoscrizione del Patto Stato-Regione è diventata una corsa contro il tempo. Il 31 gennaio scadrà il termine posto dal Governo e nessuno sa nulla, Consiglio regionale compreso che per l'ennesima volta viene di fatto insultato. Ci aspettiamo che Zanin batta un colpo e faccia valere il ruolo e le prerogative dell'Assemblea».

A dirlo è il capogruppo del Pd, Sergio Bolzonello intervenuto in conferenza stampa insieme al consigliere Roberto Cosolini e al segretario del Pd Fvg, Cristiano Shaurli.

«A ottobre - ricorda Bolzonello - Fedriga comunicava di aver consegnato al ministro Tria un'ipotesi di accordo tra Fvg e Stato in materia finanziaria. Da allora non abbiamo sentito più nulla di concreto se non annunci. Fedriga ha detto più volte che rinegoziare il patto con lo Stato era ed è una priorità. Una questione talmente prioritaria che ci siamo ridotti a un conto alla rovescia».

Bolzonello ha inoltre sottolineato che «non c'è alcuna strumentalità nella nostra denuncia: abbiamo atteso che si riunisse l'ufficio di presidenza del Consiglio con la speranza di ricevere notizie sulla convocazione delle commissioni competenti. Non è accaduto nulla di tutto ciò e siamo a 20 giorni dalla scadenza che il Governo ha fissato nella legge di stabilità nazionale.

Hanno tanto decantato interventi come quello dell'Irap, ma qui si parla di una partita due miliardi e mezzo. Restiamo convinti del fatto che, al di là delle posizioni, il tema del patto dovrebbe vedere le forze politiche di questa regione muoversi nella stessa direzione, l'interesse del Fvg».

Dal canto suo Cosolini, che è stato relatore di minoranza della legge di Stabilità 2019, ha ricordato che «questa prima manovra targata Fedriga si è chiusa proprio grazie alla manovra precedente e soprattutto al tanto vituperato patto Serracchiani-Padoan, quindi grazie ai 120 milioni del patto e alla crescita della compartecipazione fiscale».

Non è vero, ha detto, «che quella attuale è una manovra di investimento, il debito è in larga misura finalizzato a coprire spese che la Regione sosteneva già prima».

Da parte sua, il segretario del Pd Fvg, Shaurli, ha ricordato che «altre Regioni speciali come Sicilia e Valle d'Aosta hanno già chiuso lo scorso anno il patto con lo Stato. Il Fvg si è ridotto a essere l'ultima delle speciali. Ho l'impressione che su questi temi Fedriga e il centrodestra non ci siano proprio e difronte a uno Stato che sta cercando risorse in ogni dove, sarà molto difficile arrivare addirittura i 120 milioni previsti dal patto Serracchiani-Padoan».

La diretta Fb della discordia. «Veniamo a conoscenza ora, bontà del centrodestra, che Fedriga e Zilli sono a colloquio con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti. Fedriga non si limiti alle sue dirette Facebook, ma venga in Consiglio e in Commissione a spiegarci cosa hanno ottenuto riguardo ai patti finanziari Stato-Regione Fvg, per un confronto politico». Lo ha dichiarato in una nota il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Sergio Bolzonello.

La replica di Fedriga. «Chi arriva in conferenza stampa sostenendo che non voglio aggiornare il Consiglio, mi sorprende. Io andrò in Consiglio quando avrò un piano di lavoro che possa rendere edotto il Consiglio rispetto a un percorso fattibile».

Così il governatore del Fvg, Massimiliano Fedriga, in diretta Facebook, replica al capogruppo in Consiglio regionale del Pd, Sergio Bolzonello, che ha chiesto al capo dell'esecutivo regionale di riferire in Consiglio e in Commissione in merito alla sottoscrizione del Patto Stato-Regione.

FONTE: MessaggeroVeneto - 10 Gennaio 2018


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Galizio-scuote-Latisana Il sindaco ha deciso di schierarsi con Progetto Fvg. Sorprese anche le civiche Il segretario dem Shaurli: io stesso avevo fatto campagna elettorale per lui

Come una doccia gelata. Questo l’effetto avuto sulla politica regionale e locale la notizia dell’adesione di Daniele Galizio, sindaco di Latisana, a Progetto Fvg, ufficializzata proprio nel giorno che ha visto riuniti a Villa Manin oltre cinquecento simpatizzanti del movimento della maggioranza regionale.

Il sindaco Galizio è stato appoggiato dal Pd e io stesso ho fatto convintamente campagna elettorale per lui, pur nella dimensione civica di quella proposta – ribadisce in una nota il segretario regionale Pd, Cristiano Shaurli – . Alla luce di questa sua decisione, che lo schiera politicamente, la stima personale non cambia ma ovviamente aspettiamo di capire se cambieranno gli equilibri in giunta comunale, per esempio con l’ingresso della Lega, in allineamento con la Regione.

Chi oggi non ha voluto entrare nel merito della vicenda, nonostante il sostegno fornito due anni fa durante la campagna elettorale, è il consigliere regionale Sergio Bolzonello che raggiunto al telefono ha glissato su qualsiasi domanda dicendo che non era interessato a commentare.

Commenti sono arrivati invece dalla maggioranza consiliare: il capogruppo della lista Uniti per Latisana, Filiberto Fantin ritiene che la decisione del sindaco porterà a «effetti che non saranno di certo neutri. La scelta di candidare Daniele Galizio come sindaco civico è stata fatta da un insieme di liste che hanno dato vita al progetto Rinnoviamo Latisana. Oggi prendiamo atto del suo schieramento politico, sul quale ci confronteremo anche con le altre forze di maggioranza che fino a oggi hanno mantenuto l'impegno di neutralità, richiesto soprattutto dal sindaco stesso, a garanzia della civicità».

Anche per Riccardo Cicuttin, capogruppo di Latisana2016, la scelta del sindaco Galizio, «per quanto orientata al beneficio primario di Latisana, non è una decisione neutrale e sicuramente aprirà un confronto con le altre forze della coalizione e una discussione sul futuro del nostro Comune nei confronti del quale per la nostra lista l’impegno è sempre stato prioritario rispetto alle appartenenze a schieramenti politici extraterritoriali. Abbiamo anche evitato polemiche – ricorda Cicuttin – in occasione della candidatura alle Regionali in altra lista civica di un assessore dell’attuale amministrazione.

Riferendosi alla gestione del Comune e in particolare dell’assemblea comunale, il sindaco Daniele Galizio ci tiene a precisare da subito che «all’interno del consiglio di Latisana gli attuali equilibri fra maggioranza e minoranza non saranno assolutamente scombinati da questa decisione. Auspico semmai – è l’augurio che esprime il Sindaco di Latisana – che questa adesione ci permetta di andare oltre a certe tendenze alla contrapposizione viste in passato e contribuisca a instaurare un cambio di modalità che porti a costruire qualcosa per il futuro».

«Fra le cose che mi hanno particolarmente convinto ad aderire a Progetto Fvg – aggiunge Galizio – è l’approccio utilizzato, di coinvolgimento reale degli amministratori locali e non solo a parole, cosa che forse è mancata nella precedente maggioranza regionale e il territorio della Bassa ne ha risentito particolarmente e non è certo stato favorire dalle scelte attuate».

Impossibile da raggiungere telefonicamente per un commento il vice sindaco di Latisana, Angelo Valvason.

FONTE: MessaggeroVeneto - 25 Dicembre 2018


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Progetto-Fvg Saro: correremo in ogni Comune. Bini: pronti a sbarcare in tutto il Nord. Ufficiale l’adesione al gruppo del sindaco di Latisana

UDINE. Si scrive Progett Fvg, ma potrebbe tranquillamente leggersi come Forza Italia di qualche anno fa, considerata la location – Villa Manin – e le presenze – oltre 500 persone, esattamente come accadeva agli azzurri ai tempi d’oro – – registrate ieri dalle parti di Passariano.

La civica fondata da Sergio Bini, senza troppi giri di parole, fa il pieno agli auguri di fine anno. Il pieno di rappresentanti delle categorie economiche – da Anna Mareschi Danieli al presidente della Fiera di Pordenone Renato Pujatti, tanto per citare un paio di nomi – di semplici sostenitor e pure di un numero non indifferente di politici e amministratori. Certo, qualche volto può dare l’idea di una sorta di pesca a strascico perché in sala si è visto un po’ di tutto – da Alessandro Colautti all’ex consigliere di Sel Stefano Pustetto fino a Marco Quai, Flavio Pertoldi, Giusto Maurig per arrivare a Paolo Rovis di cui si è perso il conto dei partiti e movimenti in cui è transitato –, ma siccome in politica, come nella vita, il vuoto si riempie sempre, l’impressione è che la mossa di Ferruccio Saro, quella cioè di allargarsi al centro visto il calo di consensi di Forza Italia, può davvero avere successo. «Vogliamo diventare il riferimento del mondo moderato – ha detto il coordinatore regionale –, cattolico, laico e riformista. Di quelle realtà delle partite Iva, dei lavoratori che rifiutano il reddito di cittadinanza e che al Nord crescono ogni giorno di più. Puntiamo a quel bacino, enorme, che si muove tra la sinistra e la Lega». Con un occhio particolare, ovviamente, alla Regione.

«Il prossimo anno insisteremo per completare velocemente – ha concluso Saro – la riforma sanitaria, dopo averne definito la governance, per fare crescere l’economia, vista le recessione cui andiamo incontro, e anche per la definizione di una nuova geografia istituzionale che ci porti a votare per gli enti intermedi post-Uti già il prossimo autunno. Quanto alle Comunali di primavera, poi, ci presenteremo, all’interno del sistema civico, ovunque».

Se Saro guarda alla primavera, Bini si gode la sala «riempita di persone qualificate» e pensa ad allargare l’esperienza di Progetto Fvg. «Ho già avuto una serie di incontri in Veneto, Lombardia e a Roma – spiega l’assessore – per trasformare Progetto Fvg in Progetto Italia. Un’idea ambiziosa? Forse, ma stando ai sondaggi che ho visionato in queste settimane abbiamo superato l’11% dei consensi». Intanto, all’interno del Fvg, la “campagna acquisti” tra i sindaci si apre, per la civica, con l’ufficializzazione dell’ingresso di Daniele Galizio – sindaco di Latisana e nel 2015 candidato vincente contro quel Salvatore Benigno sostenuto da Lega e Forza Italia – nella civica.

«Entro in un soggetto politico dall’ideologia moderata e riformista – ha detto il primo cittadino – con il quale ho avuto modo di confrontarmi, conoscendo e apprezzando i modi operativi dei suoi rappresentanti ai vari livelli».

FONTE: MessaggeroVeneto - 23 Dicembre 2018


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Rivoluzione viabilità Una nuova rotatoria all’ingresso al centro - da Valvasev

alternativa-alla-strada-statale-14 È emergenza traffico sul nodo viario in entrata dal Veneto Il Comune punta su un’alternativa alla strada statale 14

Liberare il centro cittadino da un traffico che è solo di transito, che non porta beneficio all’agglomerato urbano, ma solo inquinamento e code. Come ? Ridisegnando completamente l’ingresso ovest della cittadina, la porta d’accesso dal Veneto oggi strozzata da un incrocio semaforico e da un crocevia “datato” che presenta tutti i suoi limiti da sostituire con una moderna rotatoria.

La creazione di una viabilità alternativa alla strada statale 14 della Venezia Giulia che sposti dal centro cittadino i veicoli in transito (traffico spesso insostenibile anche a causa delle frequenti interruzioni per incidenti o lavori dell’A4) è un sogno nel cassetto delle amministrazioni comunali di Latisana negli ultimi vent’anni. Nel piano del traffico del 1998, per la prima volta veniva ipotizzata una sorta di variante alla statale che dal ponte sul Tagliamento portava il traffico a est lungo via Isonzo per poi tagliare la campagna di via Beorchia e sbucare in località Crosere dove la statale 14, terminato il tratto urbano, riprende la sua identità. Ma solo recenti analisi hanno dimostrato che affinchè l’intervento sortisca gli effetti desiderati «dovrà includere la soluzione del nodo viario di entrata dal Veneto (San Michele al Tagliamento - area Bergamin), senza la quale la creazione di una viabilità alternativa non mostrerà risultati – si legge nella recente programmazione del Comune di Latisana -. In un’ottica d’interdisciplinarietà sarà necessario prevedere la riqualificazione urbanistica di tutta l’area, ora degradata».

E la soluzione potrebbe arrivare proprio dai lavori di sollevamento del ponte della Ss 14 che attraversa il Tagliamento, già finanziati. Una posizione più in diagonale rispetto all’attuale porterebbe il tracciato a confluire all’altezza dell’attuale semaforo, con due effetti: eliminare la fastidiosa discesa che termina all’altezza del semaforo e consentire la realizzazione di una rotatoria. La direttrice principale per il traffico della Ss14 resterebbe quella verso est, su via Isonzo, verso l’intermodale con terminal dei pullman e stazione dei treni e verso la Sr 354 per Lignano. Troverebbe giovamento anche l’accesso all’ospedale, con una riqualificazione completa di via Sabbionera.

L’accesso principale al centro storico verrebbe spostato su via Dietro Chiesa e via Sottopovolo.

FONTE: MessaggeroVeneto - 11 Gennaio 2018

 


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Pubblicato il 12/01/2019 @ 15:06  - Nessun comment Nessun comment - Vedi ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina

Vandali infilano un petardo nel cassonetto che esplode - da Valvasev

cassonetto-vetro -----

Il contenitore per la raccolta stradale, posizionato all’inizio di via Forte, è stato preso di mira da ignoti che hanno pensato bene di farlo esplodere utilizzando una miscela di polvere d’artificio recuperata da alcuni botti oppure legando assieme più petardi per aumentarne l’effetto.


L’esplosione, attorno alle 22 di mercoledì sera, perfettamente udita dai residenti della zona, ha provocato lo sguarcio della campana e la conseguente fuoriuscita dei contenitori di vetro presenti all’interno.

«Davvero non comprendo gesti simili – è l’amaro commento del sindaco di Latisana, Daniele Galizio che solo pochi giorni fa ha firmato un’ordinanza permanente di divieto di utilizzo di botti e petardi fra il 30 dicembre e il primo gennaio di ogni anno – sono azioni che non reputo ragazzate o bravata ma sono veri e propri atti vandalici le cui conseguenze investono tutta la comunità. L’area dov’è presente la campana danneggiata ora è ingombra di immondizie che non è certo un bello spettacolo per una via di un paese e poi non appena la Net provvederà alla sua sostituzione il costo della nuova campana sarà addebitato al Comune. Un costo che poteva essere evitato» .

Del danneggiamento è stato informato il Comando della Polizia locale che per il momento procede verso ignoti.

Ma non è escluso che le immagini di qualche telecamera anche privata non portino all’identificazione del o degli autori del gesto.

FONTE: MessaggeroVeneto - 11 Gennaio 2018

 


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Pubblicato il 12/01/2019 @ 15:03  - Nessun comment Nessun comment - Vedi ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina

In calo i contributi alle associazioni: ecco a chi sono andati - da Valvasev

Daniele-Galizio Un taglio del 7%. Calato il numero di richieste (da 42 a 32) I contributi più importanti sono andati alle società sportive

Si stringono sempre più i cordoni della borsa comunale: dal dicembre 2016 al dicembre 2018 i contributi che ogni anno il Comune di Latisana concede alle associazioni locali hanno subito un taglio del 7%.

Ed è calato anche il numero dei gruppi che hanno presentato richiesta di contributo, dai 42 del 2016 ai 32 del 2018, ai quali la Giunta comunale con una delle ultime delibere dell’anno ha erogato fondi per circa 37 mila euro. Un anno fa i poco più di 38 mila euro disponibili erano stati divisi fra una cinquantina di associazioni mentre i 40 mila del 2016 erano andati a 42 sodalizi.

Alle società sportive, undici in tutto, sono andati oltre 13 mila euro: quota massima in assoluto rispetto a tutte le contribuzioni concesse i 4.400 euro destinati al tennis e altrettanti al volley, a seguire il ciclismo del Velo Club e il calcio di Pertegada, con 1.000 euro ciascuna, a tutte le altre discipline qualche centinaio di euro oguna.

A sette aggregazioni che hanno per loro statuto finalità sociali e aggregative (parrocchia, Pan di Zuccero, Cri, Una mano per vivere, Sorridi ancora, Afds e associazione Alzheimer) sono andati 9.400 euro: la quota massima a Pan di zucchero con 2.300 euro come sostegno economico alle attività sociali svolte, seguita da Cri per fronteggiare la costante richiesta di aiuti economici e Una Mano per vivere a favore dell’attività che svolge di trasporto e assistenza ai malati terminali e alle loro famiglie (2.000 mila ciascuna).

Per le finalità culturali sono stati finanziati con quasi 15.000 euro quattordici gruppi fra corali, comitati delle Foghere di Latisanotta e Pertegada (3.500 euro ciascuno, la quota massima concessa nel settore cultura) e associazioni varie.

A differenza degli anni passati mancano all’appello tutti i Gruppi alpini e le altre associazioni d’arma che o non hanno presentato domanda o sono rimasti fuori dalla contribuzione.

Il regolamento utilizzato anche per questa delibere nel disciplinare i criteri e le modalità della concessione delle sovvenzioni è ancora quello approvato nel 1997: nonostante l’impegno da parte del sindaco Daniele Galizio nel cercare di promuovere un nuovo regolamento che desse criteri fissi da utilizzare nel concedere i tradizionali contributi di fine anno, riferiti esclusivamente all’attività svolta, non è stato possibile raggiungere la quadra all’interno della maggioranza e i criteri sono rimasti gli stessi degli ultimi vent’anni.

FONTE: MessaggeroVeneto - 06 Gennaio 2018


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Pubblicato il 09/01/2019 @ 23:41  - Nessun comment Nessun comment - Vedi ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina

Tagliamento e sicurezza: Latisana contro 7 sindaci - da Valvasev

Conferenza-dei-capigruppo Il Comune critica i primi cittadini contrari alle opere di sbarramento E li accusa: pensano solo a difendere il clima favorevole al prosciutto

Da un lato persone che chiedono sicurezza davanti alla probabilità di un’esondazione del fiume che ogni anno si fa più concreta per il ridursi dei tempi di ritorno. Dall’altro il business legato al prosciutto crudo e la difesa del microclima che ne favorisce la produzione.

«Un affondo». Così viene definito dai gruppi consiliari del Comune di Latisana l’intervento sottoscritto da sette sindaci del medio corso del Tagliamento, contrari, ancora una volta, alla messa in sicurezza del fiume, attraverso un «documento inaccettabile, perché la sicurezza delle persone dev’essere la priorità».

Quando invece la priorità per questi sindaci contrari alla costruzione di un’opera di sbarramento e trattenuta della piena è il microclima della zona, così favorevole – scrivono – alla produzione del prosciutto Doc. Inevitabile che dichiarazioni del genere abbiano generato stupore e sconcerto nei rappresentanti consiliari del Comune di Latisana che nella tarda mattinata di giovedì si sono riusciti per elaborare una risposta a questi sindaci che «ancora una volta, a priori, rifiutano qualsiasi intervento sul medio corso del fiume, incuranti delle possibili disastrose conseguenze che tale riluttanza potrebbe avere a livello di sicurezza per migliaia di corregionali. Preoccupati solamente di salvaguardare lo status quo, difeso citando studi di parte finanziati dal Consorzio del Prosciutto di San Daniele.

Un atteggiamento privo di qualsiasi visione che tenga conto degli interessi di tutta la Regione e in primis degli abitanti della Bassa Friulana». Ricordando le parole del capo dipartimento nazionale della Protezione Civile, Angelo Borrelli, che proprio partecipando a un vertice regionale ospitato a Latisana ha ribadito come la sicurezza dei cittadini venga prima di qualsiasi altra cosa, i capigruppo del consiglio comunale ribadiscono – con il pieno sostegno del sindaco di Latisana Daniele Galizio – che gli interventi nel medio corso e a monte del fiume sono previsti e finanziati dal 2000 attraverso il Piano stralcio per la sicurezza idraulica approvato con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri.

«Si sono già dimenticati dei disastri accaduti in Carnia e dello stato di allerta in cui la nostra zona si è trovata poco più di un mese fa – chiede il consiglio comunale di Latisana – situazioni che un domani potrebbe riguardare tutti, anche il medio corso del fiume e quei sindaci che ancora si oppongono a un’opera di sbarramento che entrando in funzione solo in caso di necessità, non andrebbe a impattare minimamente l’ambiente. E lo fanno continuando a ribadire che le opere vanno fatte esclusivamente nel basso corso del Tagliamento, semplicemente ignorando tutti gli studi indipendenti che dal 1970 a oggi hanno sempre confermato la necessità di intervenire lungo tutta l’asta del fiume». Al documento del consiglio comunale di Latisana si è associata anche il consigliere regionale Maddalena Spagnolo.

FONTE: MessaggeroVeneto - 23 Dicembre 2018


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Pubblicato il 23/12/2018 @ 17:01  - Nessun comment Nessun comment - Vedi ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina

La fuga in avanti del vice che imbarazza Galizio - da Valvasev

angelo-valvason-post LATISANA. La questione Tagliamento unisce, ancora una volta, le forze politiche presenti in consiglio comunale a Latisana, nella sottoscrizione di un documento unanime. Ma crea un’incolmabile spaccatura fra il sindaco di Latisana, Daniele Galizio e il suo vicesindaco, Angelo Valvason.

Colui che ricopre la massima carica fiduciaria concessa dal sindaco ieri ha deciso di non attendere l’uscita della nota istituzionale, sottoscritta giovedì dai capigruppo del consiglio comunale e ha pubblicato sulla propria pagina social alcuni contenuti che richiamano la questione della messa in sicurezza del fiume, in relazione anche alla recente presa di posizione dei sindaci del medio corso. «Con il loro comportamento – scrive Valvason – hanno sempre trattato il problema con superficialità e arrogante egoismo, ostacolando qualsiasi soluzione proposta per la realizzazione delle opere di laminazione “dalle quali non si può prescindere” , scordandosi la grande generosità e solidarietà della nostra gente che ha aperto le porte delle proprie abitazioni per accogliere gli sfollati dal terremoto che colpì quelle zone nel 1976»

«La comunità si è sempre approcciata in modo costruttivo alle varie soluzioni – scrive ancora Valvason nella sua uscita solitaria e in competizione con quella istituzionale del suo sindaco – rendendosi sempre disponibile agli interventi sul basso corso, ribadendo però la necessità di eseguire le opere a monte».

FONTE: MessaggeroVeneto - 23 Dicembre 2018


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Pubblicato il 23/12/2018 @ 16:58  - Nessun comment Nessun comment - Vedi ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina

Strisce pedonali sicure: si realizzano i dossi attrezzati con luci a led - da Valvasev

dosso-pedonale--con-led Via libera ai primi dossi per la messa in sicurezza di una serie di attraversamenti pedonali pericolosi e spesso teatro di investimenti anche gravi.

Via libera ai primi dossi per la messa in sicurezza di una serie di attraversamenti pedonali pericolosi e spesso teatro di investimenti anche gravi.Via Vendramin davanti alla Galleria Mauro e e piazza Duomo nel tratto urbano della Strada Statale 14, via Egregis Gaspari (Sp 7) di fronte all’omonima scuola dell’infanzia, viale Stazione davanti al parco Dante e ancora via Vendramin a fianco del palazzo delle poste, sono i primi punti dove il Comune ha deciso di intervenire con un progetto di sicurezza a favore principalmente della cosiddetta utenza debole delle strade (pedoni e biciclette), con la realizzazione di attraversamenti pedonali rialzati, che avranno anche il compito di rallentatori della velocità.

Attraversamenti pedonali rialzati, ma anche colorati e illuminati con luci a Led per potenziare al massimo la sicurezza dei pedoni: dei leggeri dossi a norma da prescrizioni del Codice della Strada, per imporre un rallentamento ai mezzi in transito, spesso a velocità sostenuta, lungo sia la Strada statale 14 che la Strada Provinciale 7.

E con la delibera di martedì sono prossimi all’avvio anche una serie di interventi di manutenzione alle strade del capoluogo e delle frazioni: due stralci di lavori per un totale di 450 mila euro approvati a fine luglio dal consiglio comunale e per i quali sempre martedì è stato consegnato il progetto preliminare.

Nel capoluogo il Comune intende intervenire su sia Sabbionera e alla rotonda fra via Beorchia e via Tisanella, dove il manto stradale è fortemente compromesso dal transito dei messi pesanti.

Nelle frazioni saranno interessate dai lavori via Forte a Pertegada, via Manin a Gorgo e via dei Ghiozzi e via Limanda nella località di Aprilia Marittima.

FONTE: MessaggeroVeneto - 10 Dicembre 2018


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Pubblicato il 13/12/2018 @ 00:20  - Nessun comment Nessun comment - Vedi ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina

Lega e Progetto Fvg: unico ospedale nella Bassa - da Valvasev

Bordin-spagnolo LATISANA.
Da Lega e Progetto Fvg un chiaro invito a mantenere nella Bassa friulana un presidio unico fra gli ospedali di Latisana e Palmanova. A margine dell’approvazione della legge di riforma del sistema sanitario regionale, i due capigruppo, Mauro Bordin e Mauro Di Bert con il sostegno dei consiglieri Maddalena Spagnolo, Ivo Moras e Lorenzo Tosolini (Lega) hanno presentato un ordine del giorno (approvato dall’aula) per impegnare la Giunta regionale a implementare i servizi e migliorare la qualità e la tempistica delle prestazioni nei due ospedali.

La legge approvata mercoledì, così come la precedente, prevede l’articolazione di un solo ospedale in più stabilimenti operativi, ma ciò non deve andare a discapito del servizio offerto al cittadino: «riteniamo quindi necessario – scrivono Bordin e Di Bert – garantire la continuità delle sinergie, delle collaborazioni e delle modalità operative instaurate e sviluppate tra gli ospedali di Latisana e Palmanova, anche per non creare ulteriori disservizi o disagi ai cittadini».

La legge approvata mercoledì, così come la precedente, prevede l’articolazione di un solo ospedale in più stabilimenti operativi, ma ciò non deve andare a discapito del servizio offerto al cittadino: «riteniamo quindi necessario – scrivono Bordin e Di Bert – garantire la continuità delle sinergie, delle collaborazioni e delle modalità operative instaurate e sviluppate tra gli ospedali di Latisana e Palmanova, anche per non creare ulteriori disservizi o disagi ai cittadini».

FONTE: MessaggeroVeneto - 09 Dicembre 2018
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Pubblicato il 13/12/2018 @ 00:17  - Nessun comment Nessun comment - Vedi ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina
 
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